COPERECO

La scuola cambia, cambia insieme a noi.

Da quest'anno il Comitato genitori Buonarroti, sostiene e divulga il progetto COPERECO. Per capire meglio in cosa consiste questo progetto, ecco alcune risposte alle domande più frequenti:

1. Che cos'è Copereco e da cosa nasce?

Il progetto Copereco è un progetto che nasce nell'anno scolastico 2013-2014 su proposta del MIUR, per accompagnare gli insegnanti e genitori a “fare scuola” con le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

2. Quali scuole e docenti partecipano?

Alla rete Copereco hanno aderito i tre Istituti Comprensivi di Corsico, l'Istituto Comprensivo Alessandrini di Cesano Boscone, l'Istituto Comprensivo di Basiglio e l'Istituto Comprensivo di Assago. Per ogni Istituto hanno partecipato circa 50 insegnanti suddivisi nei tre ordini di scuola: Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado.

3. Come hanno lavorato gli insegnanti nella fase di progettazione dei percorsi?

Nella prima parte del percorso si è svolta una fase di formazione, attraverso quattro seminari, rivolti a circa 120 insegnanti per seminario:

1 - Ambiente di apprendimento con la Prof.ssa Nigris, Preside della Facoltà di Formazione dell'Università di Milano Bicocca;

2 - Italiano come primo strumento di comunicazione e di accesso ai saperi con la Prof.ssa Gabriella Ravizza del GISCEL;

3 - Il problem solving in una didattica inclusiva con la Prof.ssa Rosetta Zan dell'Università di Pisa;

4 - Arte e inclusione con la Prof.ssa Franca Zuccoli dell'Università di Milano Bicocca.

Dopo ciascuno incontro di formazione si sono tenuti dei laboratori con gli insegnanti per approfondire i temi affrontati e progettare dei percorsi didattici.

I percorsi didattici sono in via di sperimentazione e validazione nelle scuole appartenenti alla Rete.

4. Cambierà il modo di insegnare e di imparare?

Le Nuove Indicazioni, per delineare che cosa deve sapere e saper fare lo studente alla fine del primo ciclo, tengono conto del nuovo scenario in cui la scuola si trova a operare e dei documenti per l’apprendimento permanente del Parlamento e del Consiglio dell’Unione Europea. Descrivono delle competenze “utili per la vita”:

- le competenze sociali (ascoltare, intervenire, collaborare, proporre, negoziare…)

- la conoscenza di diversi linguaggi come italiano, inglese, informatica, arte e immagine, musica, educazione motoria

- la capacità di risolvere problemi

- la capacità di collaborare in gruppo

- la capacità di diventare consapevoli e responsabili del proprio modo di imparare (imparare ad imparare)

5. Come stanno reagendo gli alunni?

Secondo le Nuove Indicazioni l'ambiente di apprendimento deve essere profondamente modificato mettendo al primo posto il bambino che, attraverso una didattica non solo frontale (impara facendo), raggiunge le competenze culturali e sociali. Grande attenzione è stata data al ruolo di facilitatore che dovrà avere il docente nel gruppo.

Con queste modalità di lavoro i bambini sono molto più coinvolti sentendosi protagonisti del loro apprendimento, potremmo dire realizzando una “didattica capovolta”.

6. Cosa ci dobbiamo aspettare e cosa non ci dobbiamo più aspettare (i vecchi programmi annuali) dall'apprendimento scolastico?

I curricoli saranno definiti dalle singole scuole nella loro autonomia, saranno flessibili e con tempi lunghi non rigidamente scanditi in anni scolastici ma ripresi, con un andamento a spirale, durante tutto il ciclo. E' data molta importanza al raggiungimento delle competenze in contesti reali e non ai singoli argomenti disciplinari come la scuola era spesso abituata.

Gli insegnanti del Gruppo di progetto COPERECO


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